Tecnologie e applicazioni

L’AdP in regime di agricoltura conservativa


Lorenzo Furlan


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Durata dell'unità didattica: 00:15:09

Sommario

In questa Unità Didattica:

  • l'esperienza del Progetto LIFE AGRICARE

  • i risultati della sperimentazione

    • agronomici

    • economici

    • ambientali

  • le schede tecniche delle attrezzature

 

Obiettivo formativo:

  • fornire le conoscenze di base sulle tecnologie e sulle tecniche di agricoltura conservativa applicabili all'AdP

Cosa si intende per Agricoltura Conservativa

Insieme di tecniche che si fondano sulla contemporanea applicazione di tre principi fondamentali:

  1. riduzione delle lavorazioni
  2. copertura permanente del suolo
  3. avvicendamento colturale

 

Per quanto riguarda le lavorazioni meccaniche del suolo rientrano nella definizione di Agricoltura Conservativa:

  • la Non Lavorazione (“No Tillage”)
  • la Minima Lavorazione (“Minimum Tillage”)
  • altre tecniche come lo “Strip tillage”.

Il Progetto LIFE+ AGRICARE

Obiettivo:

  • introduzione delle tecniche innovative di agricoltura di precisione per diminuire le emissioni di carbonio.

 

Risultato:

  • l’abbinamento delle tecniche conservative con quelle AdP massimizza gli effetti positivi con significativi risparmi in termini economici, energetici e di emissione di CO2.

 

I protocolli sperimentali analizzati (tesi):

  1. lavorazione convenzionale (CT)
  2. minima lavorazione (MT)
  3. Strip tillage (ST)
  4. semina su sodo (NT)

Le colture analizzate sono state

Mais, Soia, Frumento, Colza.

Autovalutazione

Tesi 1: lavorazione convenzionale (CT)

In questa tesi:

  • lavorazioni comuni inclusa l’aratura con l’inversione degli strati di terreno
  • non è prevista l’adozione di tecniche di precisione a rateo variabile.

 

La larghezza della semina tra le file:

  • 75 cm per il mais,
  • 45 per la soia ed il colza,
  • 12,5 per il frumento.

Il terreno arato viene lasciato riposare fino al momento della semina della coltura successiva.

 

I principali attrezzi impiegati sono: aratro, coltivatore, erpice rotante, seminatrice, irroratrice semovente.

Interventi previsti per il mais (Fonte: “Layman report LIFE AGRICARE”). Nella fonte sono riportate le analoghe sequenze per frumento, colza e soia.

Tesi 2: minima lavorazione (MT)

In questa tesi:

  • terreno lavorato ad una profondità inferiore ai 20 cm senza completa inversione degli strati,

  • macchine con sistemi di guida automatica e di distribuzione variabile del seme e del concime secondo mappe di prescrizione georeferenziate.

La larghezza della semina tra le file:

  • 75 cm per il mais,
  • 45 per la soia ed il colza,
  • 12,5 per il frumento.

Copertura continua del terreno con la semina di colture a perdere (cover crops) quando non sono presenti le colture principali.

 

I principali attrezzi impiegati sono: coltivatore, seminatrice combinata, irroratrice semovente.

Interventi previsti per il mais (Fonte: “Layman report LIFE AGRICARE”). Nella fonte sono riportate le analoghe sequenze per frumento, colza e soia.

Tesi 3: Strip tillage (ST)

In questa tesi:

  • lavorazione esclusivamente su “strisce” di terreno entro le quali avverrà la successiva operazione di semina, mantenendo inalterata la superficie interfilare,

  • macchine specifiche che operano in modo localizzato e con interventi separati nel tempo, con sistemi di guida automatica con correzione centimetrica.

La larghezza della semina tra le file:

  • 55 cm per tutte le colture.

Copertura continua del terreno con la semina di colture a perdere (cover crops) quando non sono presenti le colture principali.

 

I principali attrezzi impegnati sono: strip-tiller, seminatrici adattate, irroratrice semovente.

Interventi previsti per il mais (Fonte: “Layman report LIFE AGRICARE”). Nella fonte sono riportate le analoghe sequenze per frumento, colza e soia.

Tesi 4: semina su sodo (NT)

In questa tesi:

  • nessuna inversione degli strati di terreno nè lavorazione meccanica superficiale (es. sarchiatura), 

  • durante la semina si procede anche alla distribuzione ed all’interramento del concime.

La larghezza della semina tra le file:

  • 75 cm per il mais,
  • 45 per la soia ed il colza,
  • 12,5 per il frumento.

Copertura continua del terreno con la semina di colture a perdere (cover crops) quando non sono presenti le colture principali.

 

Impiego di una seminatrice speciale in grado di interrare seme e concime in terreno non lavorato attrezzata con le tecnologie AdP.

Interventi previsti per il mais (Fonte: “Layman report LIFE AGRICARE”). Nella fonte sono riportate le analoghe sequenze per frumento, colza e soia.

Autovalutazione

Principali passaggi di lavorazione del suolo

Lavorazioni meccaniche per protocollo di sperimentazione (Fonte: Progetto Agricare)

Autovalutazione

Azienda sperimentale

Azienda pilota dimostrativa ValleVecchia, Caorle (Ve)

  • localizzata tra i centri urbani di Caorle e Bibione
  • superficie totale di circa 800 ettari
  • SAU di circa 377 (mais, frumento, soia, colza, sorgo, medica, erbai, orticole).

 

Progetti LIFE ospitati:

Campi sperimentali

16 appezzamenti (ciascuno di 1,5 ettari circa) per un totale di 23,6 ettari

Autovalutazione

Campionamento del suolo

Modalità:

  • 20 punti di campionamento da analisi ARP (3 profondità: 0-10cm; 10-30cm; 30-60cm)
  • ottimizzazione del numero di punti di campionamento
  • analisi statistica per definire classi omogenee

Tessitura zone:

  • A e B franco-sabbiose
  • C franco
  • D franco-argillose

Risultati agronomici: rese

La tecnologia AdP a dosaggio variabile (V) e le scelte agronomiche adottate hanno permesso di:

  • aumentare l’efficienza gestionale delle colture dedicando maggiori input produttivi in zone dell’appezzamento dove la produttività era potenzialmente maggiore
  • mantenere i livelli produttivi in zone con un potenziale produttivo minore.

 

In generale:

  • la minima lavorazione (MT) si dimostra competitiva, anche con la tecnica convenzionale che è quella che mediamente fornisce le rese più elevate,
  • meno performanti sono le tecniche semplificate, soprattutto lo strip tillage,
  • la non-lavorazione NT tende a ridurre i livelli produttivi per le colture di mais e colza.
Rese comparate tra colture e lavorazioni (Fonte: Agricare)

Rese del Mais

Produzione media nei 2 anni di sperimentazione

L’adozione della tecnica a rateo variabile, rispetto a quella uniforme,

riesce a garantire rese comparabili con quelle della tecnica convenzionale

Mappatura delle rese

Grazie al sistema di monitoraggio delle produzioni installato sulla mietitrebbia è possibile rilevare i dati di resa produttiva e georeferenziarli

Risultati economici: costi di meccanizzazione

Le lavorazioni conservative richiedono un minor fabbisogno di meccanizzazione e questo si traduce in un minor costo:

  • semina su sodo riduzione fino al 45% rispetto a lavorazione convenzionale (CT),
  • minima lavorazione (MT) riduzione del 24%,
  • strip tillage (ST) riduzione minore perché le macchine utilizzate hanno bassa capacità di lavoro per una ridotta larghezza e bassa velocità di avanzamento.

L’agricoltura di precisione ha comportato una generale riduzione dei costi della meccanizzazione che si possono quantificare mediamente attorno al 6%.

Risultati economici: reddito lordo

Nelle tecniche conservative, l’agricoltura di precisione a dosaggio variabile (V) è più remunerativa di quella uniforme e in certi casi superiore alla convenzionale, specie nelle tesi minima lavorazione e semina su sodo.

Reddito lordo medio nei primi 2 anni di sperimentazione

Risultati ambientali: consumo di gasolio

Le tecniche alternative all’aratura determinano tutte un risparmio di carburante:

  • la minima lavorazione risparmio variabile tra il 22 e il 30%,
  • lo strip tillage tra il 24 e il 34%,
  • la semina su sodo tra il 42 e il 55%.

 

Anche l’applicazione della guida assistita con distribuzione variabile (V) rispetto alla sua assenza (U) comporta un risparmio di gasolio che oscilla tra l’8 ed il 15 %.

Indice dei consumi di gasolio per coltura e protocollo

Risultati ambientali: emissioni di carbonio

Negli scenari alternativi al convenzionale tutte le colture testate hanno mostrato, nei due anni, un risparmio medio di CO2 a ettaro variabile dai 50 kg del mais in strip tillage, ai quasi 300 kg della soia in semina su sodo.

 

Tra le tecniche, la semina su sodo ha dato sempre i risultati migliori, seguita dallo strip tillage e dalla minima lavorazione.

 

Con le tecniche di distribuzione variabile degli input (V) la riduzione della CO2 è risultata più elevata della distribuzione uniforme (U), in particolare nel caso di minima lavorazione e strip tillage rispetto alla non lavorazione (ad eccezione del mais dello strip tillage).

Risparmio di emissioni (CO2equiv) ad ettaro rispetto al convenzionale (CT), per l’intera rotazione, media dei due anni di prove

Risultati ambientali: carbonio nel suolo

Perdita di carbonio organico del suolo:

  • lavorazione convenzionale, -35% in 17 anni,
  • minima lavorazione (MT) -30% 
  • semina su sodo (NT) -15%


L’applicazione integrata dei principi dell’agricoltura conservativa e di precisione consente quindi di mitigare le emissioni di gas serra attraverso due principali processi:

  • i risparmi emissivi legati ai minori consumi energetici diretti ed indiretti
  • le minori perdite di carbonio nel suolo per ossidazione.

Il progetto LIFE+ Agricare ha studiato l’evoluzione a medio termine del carbonio organico in uno strato di 40 cm del profilo del suolo nei diversi sistemi di lavorazione del terreno e ipotizzando due scenari: con cambiamenti climatici (CC) e senza cambiamenti climatici (N). 

Stime effettuate con modello Salus

Quali soluzioni suggerire?

Quali le migliori combinazioni tra le tecniche di agricoltura conservativa e le tecnologie AdP?

 

 Minimum Tillage con rateo variabile

No-tillage con rateo variabile

 

Queste due soluzioni, si avvicinano ai risultati produttivi del metodo convenzionale,
ma determinano un migliore bilancio energetico e possiedono migliori potenzialità economiche–ambientali.

Scheda tecnica: coltivatore a denti

Coltivatore a denti

Caratteristiche

  • i 90 cm di luce libera e l’ampia distanza tra le tre file di ancore (±70 cm) garantiscono un ottimale flusso del terreno anche in presenza di residui colturali. Posteriormente un set di dischi ed un rullo di ampio diametro riconsolida il terreno, lasciandolo uniformemente livellato per le successive operazioni di affinamento.

Funzionalità

  • permette una lavorazione del terreno senza il rimescolamento degli strati.

Vantaggi

  • la velocità di lavoro tra 8 e 10 km/h permette un’ottimale lavorazione del terreno e costi contenuti.

Scheda tecnica: seminatrice combinata

Seminatrice combinata per la semina monogerme

Caratteristiche

  • La macchina unisce l’erpice rotante AQUILA alla tecnologia Gaspardo, attraverso la seminatrice di precisione MANTA.

Funzionalità

  • concentra in un unico passaggio, la preparazione del letto di semina, concimazione e semina.

Vantaggi

  • riduzione dei consumi e dei tempi di lavoro, ma anche benefici agronomici, primo tra tutti la semina in un terreno appena lavorato con condizioni di umidità ottimali per una rapida emergenza
  • la capiente tramoggia da 2.500 litri, per la distribuzione del fertilizzante, permette di ridurre i tempi morti
  • le ruote di ampio diametro riducono notevolmente il compattamento del terreno, a vantaggio della coltura.

Scheda tecnica: seminatrice combinata

Seminatrice combinata

Caratteristiche

  • dispone di una barra da cereale “PERFECTA”, che adotta un sistema a doppio disco con ruotini di profondità.

Funzionalità

  • semina del frumento e di altri cereali ed anche di colture molto delicate come la colza con la massima precisione.

Vantaggi

  • nel caso dei cereali la capiente tramoggia si presta anche come serbatoio per il seme

  • con questa configurazione si hanno tutti i benefici della semina combinata, sia economici ed agronomici ma anche ambientali.

Scheda tecnica: coltivatore a fasce

Coltivatore a fasce - Strip Tiller

Caratteristiche

  • ogni elemento lavorante è composto da un set di dischi, un assolcatore centrale e un piccolo rullo posteriore di ricompattamento.

Funzionalità

  • concentra le operazioni di lavorazione e concimazione in una striscia limitata, localizzando lo sforzo alla sola fascia d’interesse.

Vantaggi

  • garantisce una lavorazione degli strati più profondi del terreno, sia un significativo affinamento degli strati più superficiali

  • attraverso l’uso di mappe di distribuzione e la guida satellitare è stata possibile una distribuzione variabile del concime, andando ad uniformare la disponibilità di elementi nutritivi all’interno dell’appezzamento.

Scheda tecnica: seminatrice pneumatica

Seminatrice pneumatica di precisione per semina diretta

Caratteristiche

  • per prevenire qualsiasi intasamento anche in presenza di residuo, il modello monta un kit anteriore di dischi stellati (trash wheels) che orienta il residuo organico nei corridoi tra gli elementi.

Funzionalità

  • il robusto telaio è realizzato con acciaio forgiato e potenti molle registrabili permettono di scaricare a terra una pressione fino a 300 kg per ciascun elemento, per un’efficace penetrazione nel terreno..

Vantaggi

  • per la tesi sul terreno sodo, in particolare per la semina di soia e mais è stato utilizzato il modello REGINA, che unisce i vantaggi di una seminatrice di precisione tradizionale alle necessità di semina su un terreno non lavorato.
  • tutte le operazioni di semina si avvalgono di sistemi di geolocalizzazione e precisione RTK.

 

Scheda tecnica: spandiconcime

Spandiconcime di precisione

Caratteristiche

  • spandiconcime elettronico che si avvale di estensimetro ad alta sensibilità .

Funzionalità

  • pesatura automatica e ricalibratura in continuo del prodotto durante l’operazione di distribuzione.

Vantaggi

  • lo studio delle mappe di resa e la realizzazione di mappe di distribuzione “ad hoc”, ha permesso una distribuzione localizzata e razionalizzata del concime, con un utilizzo più sostenibile delle risorse (minor impatto ambientale) e mirato a uniformare le rese all’interno dello stesso appezzamento.

Scheda tecnica: irroratrice semovente

Irroratrice semovente scavallante

Caratteristiche

  • dotata di carreggiata variabile e altezza regolabile della barra.

Funzionalità

  • difesa delle colture in ogni stadio di crescita.

Vantaggi

  • la gestione elettronica delle sezioni acqua combinate al sistema di guida GPS, permette una distribuzione localizzata del prodotto riducendo le sovrapposizioni, il tutto a beneficio della coltura e dell’ambiente.

Autovalutazione

Approfondimenti

Risultati

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Autore

Lorenzo Furlan

Veneto Agricoltura

Ente pubblico economico strumentale della Regione del Veneto operante nei settori agricolo, forestale e agro-alimentare.

Dirigente settore Ricerca agraria, responsabile delle aziende pilota e dimostrative, gestione delle sperimentazioni in ambito agricolo –

ambientale, gestione progetti di ricerca anche in partenariato con privati e Enti pubblici.

Riferimenti e collaborazioni

Questa unità didattica è stata sviluppata all'interno del progetto formativo pilota realizzato dal Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia del CREA, nell'ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale 2014-2020 (scheda progetto 25.1).

 

Responsabile scheda 25.1 - Il sistema della conoscenza e dell'innovazione per l'agroalimentare italiano

  • Anna Vagnozzi (coordinamento attività progettuali)


Referenti attività 2.1 - Strumenti conoscitivi e di formazione

  • Andrea Arzeni e Andrea Bonfiglio (revisione e pubblicazione dei contenuti multimediali) 

 

La progettazione del percorso formativo è stata sviluppata in collaborazione con Veneto Agricoltura che ha  pianificato le tematiche e strutturato le lezioni.

Il percorso formativo è stato sperimentato, prevalentemente in remoto, grazie alla partecipazione del gruppo pilota formato da tecnici selezionati dalle Organizzazioni professionali agricole.

Si ringrazia in particolare gli esperti degli enti formativi di CIPA.AT, ENAPRA, INIPA, che hanno contribuito alla progettazione ed alla sperimentazione suggerendo revisioni e miglioramenti.

 

Credits

Rur@Lab
Versione 3.0
Copyright © CREA 2017-2020
Rur@Lab è un programma per la creazione di unità didattiche multimediali per il web al servizio di formatori (scheda attività CREA 25.1) realizzato nell'ambito della Rete Rurale Nazionale (RRN) 2014-2020
La RRN è gestita dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste
La RRN è il programma con cui l'Italia partecipa al più ampio progetto europeo (Rete Rurale Europea) che accompagna e integra tutte le attività legate allo sviluppo delle aree rurali per il periodo 2014-2020
Rur@Lab è un programma realizzato da Andrea Bonfiglio presso il Centro Politiche e Bioeconomia - Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria (CREA)